Arezzo, è una cittadina situata tra quattro vallate ricche di storia ed arte, che offre una gran quantità di prodotti tipici artigianali ed enogastronomici unici per qualità e originalità.

Tra questi ricordiamo le ceramiche artigianali, la lana del Casentino, articoli in pelle e tutti i prodotti enogastronomici di alta qualità tipici della tradizione toscana come: i crostini neri, gli affettati, il vino e l’olio, ma non solo questi!

Nel cuore della città, sopratutto lungo la via principale, Corso Italia, è possibile imbattersi in piccole e preziose attività artigianali, negozi e ristoranti dov’è possibile ammirare tutti i prodotti e scoprirne nuove delizie.

Un altro modo per sperimentare le delizie del territorio in modo veramente tipico è quello di partecipare a una delle numerose sagre e fiere organizzate in città e provincia.

Quando si parla di Arezzo l’abbinamento grastronomico appare meno automatico che per altre città, ma non mancano di certo le specialità!

Piatti tipici e specialità del territorio: l’accoppiata vincente

Qualche suggerimento per le vostre tavole:

La bistecca con l’acciugata: questo è uno dei grandi piatti preferiti perché unisce la Valdichiana con una salsa tipica del Valdarno, prodotta con acciughe salate sfilettate, capperi e olio extravergine d’oliva.

I crostini neri: ne esistono diverse varietà, tra le più diffuse c’è quella che prevede, come ingredienti, carne macinata di vitello, fegatini di pollo, carota, sedano, prezzemolo, capperi, acciughe, olio extravergine d’oliva e vinsanto.
Dopo i crostini neri, parliamo dei crostini con il cavolo nero: consistono in bruschette classiche, condite però con cavolo nero bollito; salutari e saporiti!

Il baldino: la versione aretina del castagnaccio, preparato con gli ingredienti classici quali farina di castagne, zucchero, uva passa, pinoli, noci, ma con aggiunta di rosmarino ed olio extravergine d’oliva.

I fegatelli: pezzi di fegato di maiale “rivestiti” con la rete del suino e conditi con alloro, finocchio selvatico e olio extravergine d’oliva. In genere grigliati o cucinati in padella con le bietole. Un’alternativa alla carne di cinta senese.

L’acquacotta: questo è un piatto diffuso anche in Maremma. Per l’acquacotta si intende un soffritto di cipolle dove si farà cuocere il pomodoro; si aggiunge quindi il brodo vegetale e, dopo una cottura di 30-40 minuti, le uova sbattute. E’ un piatto povero ed antico: semplice ma succulento!

Piatto tipico del Casentino, di origine medievale, è la scottiglia. Cos’è? Una sorta di “cacciucco di terra” a base di carni miste: manzo, faraona, pollo, coniglio, anatra, agnello ed anche piccione. Si prepara prima un soffritto di cipolla, carote, aglio, prezzemolo, basilico, e peperoncino, come nelle migliori cucine… Si aggiunge la carne e si fa cuocere per due ore/due e mezza bagnando la carne con vino rosso tipico della toscana e succo di limone. Al termine della cottura si deve aggiungere anche il pomodoro.

Non ci dimentichiamo poi dei tortelli di patate! Nelle zone di Arezzo si produce una patata di ottima qualità, utilizzata per il ripieno dei tortelli con al rigatino, ovvero la pancetta toscana, pomodoro, prezzemolo, aglio, rosmarino, noce moscata, scorza di limone, parmigiano, uova, sale e pepe. Il condimento è costituito da burro, salvia e pecorino grattugiato, ma spesso si serve anche con sughi di carne o di funghi… Una prelibatezza!

Avete invece mai assaggiato i meravigliosi maccheroni con l’ocio?

Ad Arezzo per “maccheroni” si intende indicare la pasta fresca a forma di grossi quadrati dal lato di 7-10 cm a differenza di quelli che comunemente si chiamano maccheroni che sono una pasta lunga, questi sono quasi come delle lasagne e sono perfetti per il sugo d’oca locale!

Tornando a parlare di carne, le pulezze e salsicce sono quasi una replica delle salsicce e friarielli napoletani. In questo caso però si tratta delle cime di rapa del Casentino e delle pepate salsicce toscane! Come non provarle almeno una volta nella vita?

Continuando con le carni tipiche, parliamo dei rocchini di sedano con sugo di pollo.

I gambi di sedano vengono sfilati e bolliti, si battono e poi si fanno amalgamare con uovo, parmigiano grattugiato, noce moscata e sale. Si ottiene così un impasto che si frigge e poi si ripassa nel sugo di pollo. Che dire? Come vivere senza?

Infine: i grifi. I grifi sono essenzialmente le parti magre e callose del muso del vitello di razza chianina e qui potremmo fermarci perché la qualità di carne ne garantisce la bontà; aggiungiamo per che i grificotti al tegame con cipolla, conserva di pomodoro, vino rosso, timo e chiodi di garofano. Esiste, inoltre, anche una versione da “street food” chiamato il pan co’grifi.

Il Pino e la Querce

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